martedì 22 settembre 2026
Aquositas – Le ricette con l’Anguilla del Po dell’Antica Trattoria Cattivelli – Le iniziative di informazione con Borghi d’Europa e la Strada del Po e dei Sapori del Basso Piacentino – Il ‘collegamento’ con l’Anguilla del Sile
L’Antica Trattoria Cattivelli propone due ricette con l’Anguilla del Po, nel Percorso d’informazione
che Borghi d’Europa realizza in collaborazione con la Strada del Po e dei Sapori del Basso Piacentino.
Anguilla in umido
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di anguilla pulita
100 ml di vino bianco secco
2 scalogni Piacentini medi
Brodo vegetale q.b.
150 gr di piselli
Passata di pomodoro q.b.
Olio extra vergine di oliva, farina q.b.
Procedimento:
Pelate, eviscerate e tagliate in tranci l'anguilla ed infarinatela leggermente. Tritate lo scalogno, fatelo soffriggere con l'olio e aggiungete l'anguilla. Rosolatela leggermente poi sfumatela con il vino bianco e fatelo evaporare, aggiungete la passata di pomodoro, il brodo e i piselli, fate cuocere a fuoco basso per 20/30 minuti eventualmente aggiungendo altro brodo.
Anguilla affumicata
Ingredienti per 4 persone:
1 Anguilla
Zucchero q.b.
Sale q.b.
Alloro
Pepe
Trucioli
Preparazione:
Scegliete una bell'anguilla pulitela, lavatela e apritela a libro eliminando la spina centrale a questo punto tagliatela in tranci di circa 15-20 cm. Preparare la marinatura mischiando uguale quantità di zucchero semolato (o di canna) e di sale con una macinata di pepe (potete anche aggiungere qualche erba aromatica a vostro piacimento come maggiorana o aneto). A questo punto ponete i tranci di anguilla in un contenitore e ricopriteli con la miscela precedentemente preparata e qualche foglia di alloro, riponete il tutto in frigorifero per 12/15 ore in modo che il sale e lo zucchero penetrino nella carne ed estraggano in parte l'acqua (se lo spessore dell'anguilla è maggiore di 2-3 cm dovrete aumentare le ore di marinatura). Il giorno seguente rimuovete l'anguilla dalla marinatura assicurandovi di pulire bene tutta la miscela di sale e zucchero passandola leggermente sotto un filo di acqua fredda, asciugandola con un panno e ponetela su una griglia di misura adatta al tegame in cui metterete i trucioli. Prendete i trucioli per affumicatura (si possono usare diversi tipi di legno come faggio, ciliegio, noce o rovere ma fate attenzione a non scegliere legni resinosi perché producono composti tossici) scaldateli nel tegame che avete scelto e fategli prendere fuoco con un accendino e spegneteli utilizzando un coperchio ora ponete la griglia nel tegame e richiudete subito dopo con carta stagnola assicurandovi di sigillare bene i bordi e ponetevi sopra il coperchio (fate quest'operazione in u luogo aperto o con rapidità per evitare di infondere molto fumo in casa). Lasciate il coperchio chiuso per circa due ore, se volete una nota di affumicato più marcata prolungate il tempo al contrario ritiratela prima. Potete servirla fredda accompagnata da verdure o polenta abbrustolita oppure utilizzarla come base per preparare condimenti per la pasta.
Curiosità:
in passato il prodotto fresco, non conservato (quindi non salato) era riservato solo ai più abbienti, l'anguilla era considerata un pesce molto pregiato e costoso perché resiste molto tempo fuori dall'acqua e poteva arrivare "fresca" (ancora viva) alle corti nobiliari.
L’Anguilla del Po è stata ‘collegata’ con l’Anguilla del Sile (Treviso), all ‘Osteria alla Pasina di Dosson di Casier. “Il nostro ristorante – ci raccontano Nicoletta e Simone-, propone una cucina tradizionale, creativa e ricercata, con piatti sia di carne che di pesce, che varia con le stagioni, spesso a km0: dalle verdure ai funghi, alla carne, al pesce e ai gradevolissimi piatti col radicchio rosso di Treviso. Dolci della casa, lista di vini regionali, nazionali ed esteri.”
domenica 5 aprile 2026
BORGHI D’EUROPA e le iniziative per la Presidenza Italiana della IAI e Ancona,Capitale Italiana della Cultura 2028 – La partecipazione di Laura Panizutti,Consulente Finanziario e Patrimoniale
L’Italia assumerà la Presidenza della IAI-Iniziativa Adriatico Ionica da maggio 2026 a maggio
2027.
La rete Borghi d’Europa ha messo a disposizione del Segretariato Internazionale di Ancona tutte le iniziative di informazione del Progetto L’Europa delle scienze e della cultura, da molti anni Patrocinato dalla IAI stessa.
“ Ho condiviso il viaggio istituzionale di Borghi d’Europa . – racconta Laura Panizutti, Consulente Finanziario e Patrimoniale di Conegliano-, a partire da Trieste,Capitale Europea della Scienza per ESOF2020. In quella occasione era iniziato il Percorso di Eurosostenibilità”.
Sui temi della sostenibilità si esprime infatti il partenariato di informazione di Laura Panizutti con il progetto di Borghi d'Europa.
"L'Associazione Culturale Borghi d'Europa – racconta Laura Panizutti-, promuove da oltre quindici anni una rete di borghi e territori poco conosciuti, al fine di valorizzarne il patrimonio culturale, ambientale, artistico, enogastronomico, economico e scientifico attraverso progetti ed iniziative di informazione finalizzate ad 'informare chi informa'."
Nel frattempo la città di Ancona è stata ufficialmente designata Capitale Italiana della Cultura 2028 , un prestigioso titolo nazionale assegnato annualmente dal Ministero della Cultura per promuovere lo sviluppo culturale, l'innovazione e la rigenerazione territoriale in tutto il Paese.
Il riconoscimento giunge al termine di un processo di selezione competitivo che coinvolge diverse città candidate ed è accompagnato da una significativa visibilità a livello nazionale e da finanziamenti volti a sostenere progetti culturali e la trasformazione urbana a lungo termine.
“La designazione di Ancona riveste una forte importanza a livello europeo e internazionale . La città è da tempo un polo chiave per la cooperazione regionale nell'area adriatico-ionica e svolge un ruolo centrale nell'ambito dell'Iniziativa Adriatico-Ionica e della Strategia dell'UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR).
Come evidenziato nel dossier vincitore, Ancona si posiziona, non solo geograficamente ma anche istituzionalmente, come porta d'accesso tra l'Italia, i Balcani e il Mediterraneo in generale . Il suo programma culturale per il 2028 mira a rafforzare ulteriormente questi legami attraverso partenariati internazionali, reti culturali e cooperazione transfrontaliera.
Il ruolo del Segretariato permanente dell'AII
Ancona ospita anche il Segretariato permanente dell'Iniziativa Adriatico-Ionica , rafforzando così il suo ruolo di centro di dialogo e cooperazione nell'Europa sud-orientale.
In tale contesto, la Segreteria accoglie con favore la designazione di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 e ribadisce il proprio impegno a sostenere attivamente la città per massimizzare la dimensione internazionale di questa importante opportunità . Forte della propria esperienza nella promozione della cooperazione regionale, la Segreteria si adopererà per favorire sinergie, partenariati e iniziative in grado di accrescere la visibilità e l'impatto di Ancona 2028 nell'intera regione adriatico-ionica e oltre.”
Borghi d’Europa ha deciso di sintonizzare i progetti e i programmi anche su questa importante novità.
“ Il Progetto l’Europa delle scienze e della cultura – osserva Laura Panizutti, orienterà i propri interventi su questi eventi : la Presidenza italiana della IAI e Ancona,Capitale Italiana della Cultura”.
sabato 3 gennaio 2026
La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione di Laura Panizutti, Consulente finanziario e patrimoniale di Conegliano
Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura ( Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ), la piattaforma informativa I Borghi del Gusto.
venerdì 23 maggio 2025
ll 25°anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) – Il rapporto della IAI con l'Iniziativa Centro Europea
Negli ultimi anni la IAI ha consolidato, come auspicato da parte itlaiana, la propria proiezione sia in chiave intergovernativa, sia per quanto riguarda il percorso europeo dei Paesi IAI non-UE,per i quali l'iniziativa rappresenta un obiettivo intermedio di avvicinamento agli standard europei.
I rapporti con le Organizzazioni Intergovernative
Sul fronte del rapporto con altre Organizzazioni Intergovernative,è stato firmato un Memorandum of Understanding con l'Iniziativa Centro Europea nel maggio 2019, con l'obiettivo di intensificare lo scambio di informazioni ed esperienze tra le due iniziative intergovernative/multilaterali.
Il Memorandum è stato sottoscritto in Budva (Montenegro), l'8 maggio del 2019.
L’Iniziativa Centro Europa-InCE (“CEI” nell’acronimo inglese, Central European Initiative) istituita nel 1989, a partire da un nucleo di quattro Paesi (Italia, Austria, Jugoslavia e Ungheria), è la prima organizzazione regionale operante nell’area. Essa è uno strumento di cooperazione e un foro di dialogo politico e di scambio di buone pratiche, che unisce Paesi appartenenti ad un’area geografica strategica, quale è quella dell’Europa centro-orientale e balcanica.
L'InCE, il cui scopo in origine era favorire l’avvicinamento di alcuni paesi dell’area ex sovietica all’occidente europeo, è oggi parte attiva del processo di integrazione europea dei Paesi membri che non ne fanno ancora parte, combinando l’azione diplomatica con la gestione diretta di fondi, programmi e progetti di cooperazione funzionali a tale obiettivo.
L’InCE, dopo il ritiro dell’Austria dall’Iniziativa nel 2018, conta 17 Paesi di cui 9 sono membri UE ovvero Bulgaria, Croazia, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria; 7 sono partner UE con prospettive di adesione ovvero Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia, Moldova e Ucraina (quest’ultime due hanno ottenuto lo status di Paese candidato a giugno 2022 e la Bosnia ed Erzegovina a dicembre 2022); e 1 beneficiario di politiche di vicinato UE, la Bielorussia, la cui partecipazione dal 25 marzo 2022 è stata sospesa a causa del coinvolgimento nell’aggressione russa all’Ucraina, pur restando formalmente Paese membro.
La Presidenza dell'InCE ruota annualmente tra i Paesi membri. Dal 1° gennaio 2024 l’Albania ha assunto la Presidenza di turno dell’Iniziativa, subentrando alla Moldova.
L'INCE ha una dimensione parlamentare, governativa, economica e locale.
LA DIMENSIONE PARLAMENTARE DELL'INCE
La Dimensione Parlamentare dell'INCE è rappresentata da: l'Assemblea parlamentare, la Commissione parlamentare, le tre Commissioni Generali.
L'Assemblea parlamentare dell'InCE è stata istituzionalizzata nel 1993 con l'approvazione di un Regolamento ad hoc.
L'Assemblea parlamentare si riunisce in autunno nel paese che esercita la Presidenza di turno.
Presidente dell’Assemblea parlamentare (formalmente si parla di Dimensione Parlamentare) è il Presidente della Delegazione nazionale del Paese ospite. La presidenza, per il 2024, è detenuta dall’on. Etjen Xhafaj Presidente della delegazione parlamentare albanese. La Presidenza di turno, quella dell'anno precedente e del successivo formano la cosiddetta Troika. La riunione si conclude di norma con l'adozione di un Documento finale.
Obiettivi e compiti dell'Assemblea sono rafforzare la cooperazione multilaterale tra gli Stati membri dell'InCE a livello parlamentare, rafforzare la partecipazione di tutti gli Stati membri al processo di integrazione europea, promuovere la cooperazione economica e lo sviluppo sostenibile, contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell'Iniziativa Centro Europea in raccordo agli altri organi dell'Iniziativa.
L'Assemblea si compone di delegazioni dei Parlamenti nazionali che comprendono da un minimo di 3 ad un massimo di 7 parlamentari in proporzione alla popolazione dei paesi membri. L'Assemblea è attualmente composta da 79 membri in rappresentanza dei 17 Paesi InCE.
La Delegazione italiana, a composizione bicamerale, è costituita da 7 membri nominati dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, su designazione dei Presidenti dei gruppi parlamentari. Essendo dispari il numero dei componenti, per prassi, il parlamentare in più è assegnato alternativamente alla Camera o al Senato.
In questa legislatura la delegazione è composta da 3 deputati e 4 senatori. Presieduta dall’on. Salvatore CAIATA (FdI) è composta dagli onorevoli Isabella De Monte (Italia Viva-Il Centro-RE), Roberto Pella (FI - BP – PPE), e i senatori Raffaele De Rosa (FI - BP – PPE), Francesco Giacobbe (PD – IDP), Roberto Menia (FdI), Elena Murelli (LSP-PSd'Az).
La Commissione Parlamentare si riunisce in primavera. Ogni paese membro può inviare due delegati. La riunione si conclude di norma con l'adozione di un Documento finale.
Tre Commissioni generali: Commissione Generale per gli affari politici e interni, Commissione Generale per gli affari economici, Commissione Generale per gli affari culturali, ognuna delle quali formata da un terzo dei parlamentari dell'Assemblea. Le Commissioni generali possono predisporre relazioni da presentare all'Assemblea Parlamentare.
La lingua ufficiale è l'inglese
LA DIMENSIONE GOVERNATIVA
Al fine di realizzare i suoi obiettivi, l’InCE opera in maniera flessibile attraverso una dimensione governativa, che è quella originaria e più articolata.
Il Vertice InCE che riunisce i capi di governo dei 17 Stati membri, è la sede più elevata dell’esercizio governativo con funzioni prettamente di indirizzo. Il Vertice adotta gli indirizzi della cooperazione e il Piano di Azione Triennale (quello corrente si riferisce al triennio 2024-2026) e dà visibilità all'organizzazione. Di solito è convocato in autunno dalla Presidenza di turno, ma non sempre è previsto. L’ultimo Vertice si è tenuto a Budva (Montenegro), il 3 dicembre 2021, durante la presidenza montenegrina. Nel corso della presidenza bulgara del 2022 e quella moldava del 2023 non è stato organizzato.
Le Riunioni annuali dei Ministri degli Affari Esteri in cui si stabiliscono i programmi di cooperazione, gli stanziamenti e gli obiettivi del Piano di Azione, assicurano la dimensione governativa.
Il Comitato dei Coordinatori Nazionali (CNC, che sono alti funzionari dei Ministeri Affari esteri), garantisce la continuità dell’azione durante l’anno e il raccordo fra le diverse istituzioni (ministeri di settore, ma anche uffici UE o organizzazioni regionali); il Comitato si riunisce a cadenza periodica.
Il Segretariato InCE di Trieste
Il raccordo operativo tra tutte le dimensioni dell’InCE è garantito da un Segretariato esecutivo (www.cei.int), istituito nel 1996, che ha sede a Trieste e che è guidato da un Segretario generale che dal 2019 è Roberto Antonione. Quest’ultimo è stato riconfermato nell’incarico nel 2022 e rimarrà in carica fino al 2024.
LA DIMENSIONE BUSINESS E LA DIMENSIONE LOCALE
L’InCE ha poi una una dimensione “business” volta a promuovere la partecipazione attiva del mondo imprenditoriale alla cooperazione regionale. Essa consiste principalmente in incontri tra le Camere di Commercio degli Stati Membri dell'InCE e in un annuale Forum Economico a cui partecipano i Ministri delle Attività Produttive, funzionari governativi, rappresentanti del mondo dell'industria, imprenditori, investitori, agenzie di promozione del commercio, organismi internazionali, banche.
La dimensione locale è il pilastro operativo più giovane dell’InCE. Istituita nel 2021, si prefigge di promuove la cooperazione tra gli enti locali e regionali degli Stati membri al fine di affrontare le sfide della regione, grazie allo scambio di esperienze e allo sviluppo di progetti comuni.
lunedì 21 aprile 2025
Celebrazioni del 25° Anniversario della sottoscrizione della Carta di Ancona - Borghi d'Europa e il 25°anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica)
darta di Ancona – Borghi d’Europa e il 25°anno dalla nascittiva Adria

Nel 1990, grazie all’impegno istituzionale della Regione Marche, nacque la Comunità
di Lavoro dell’Adriatico Centrale e Meridionale. Con l’inizio del conflitto nella ex
Jugoslavia, questa iniziativa si trasformò rapidamente in un punto di riferimento
nazionale per la raccolta e l’invio di aiuti umanitari nella regione adriatica.
Successivamente, alla fine del conflitto, la Comunità di Lavoro, si concentrò su una
politica di “riabilitazione” economica e sociale, finalizzata alla ricostruzione del tessuto produttivo e sociale. I risultati ottenuti tracciarono una vera e propria “Via Adriatica alla ricostruzione”, stimolando le istituzioni delle due sponde adriatiche e quelle europee a strutturare un supporto più solido a queste dinamiche emergenti.
Nel 2000, la Conferenza Internazionale per lo Sviluppo e la Sicurezza dell’Adriatico e dello Ionio segnò un momento fondamentale, dando il via all’Iniziativa Adriatico-
Ionica.
Il 19 maggio 2000, ad Ancona, i Ministri degli Esteri di Albania, Bosnia-
Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia, Montenegro e Serbia firmarono la Prima Dichiarazione di Ancona, che avviò ufficialmente l’Iniziativa Adriatico – Ionica. L’obiettivo era ricostituire e rafforzare i legami tra le popolazioni dell’area, promuovendo scambi di esperienze e una maggiore comprensione reciproca.
Nel 2025 si celebra il 25° anniversario della sottoscrizione della Carta di Ancona,
che ha dato il via all’Iniziativa Adriatico-Ionica e, successivamente, alla Strategia
Europea per la Macroregione Adriatico-Ionica (EUSAIR), lanciata nel novembre 2014.
Ancona tornò così a rivestire la sua storica vocazione di “Porta d’Oriente”, grazie
all’impegno non solo delle istituzioni, ma anche dell’intera comunità marchigiana, che ha dimostrato grande sensibilità e disponibilità alla cooperazione e allo sviluppo
dell’area adriatica. Questo momento ha consolidato i legami tra i Paesi delle due sponde e riconosciuto alla Regione Marche un ruolo strategico.
Da questa base si vuole ripartire: non solo per celebrare il passato, ma soprattutto per
guardare al futuro, rilanciando l’importanza di iniziative regionali come l’Iniziativa
Adriatico-Ionica, che poi ha dato vita alla Strategia EUSAIR anche nell’ottica di
sostenere il processo di allargamento dell’Unione Europea, creando solide opportunità
per il futuro della regione adriatica.
In giugno si terrà ad Ancona l’evento celebrativo, con la partecipazione di Autorità
Europee, Italiane e Regionali.
Borghi d’Europa e il progetto L’Europa delle scienze e della cultura
L’ Associazione Culturale Borghi d’Europa ha promosso il progetto L’Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), per realizzare un percorso informativo sui temi della sostenibilità.
I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e San Marino.
Le Regioni italiane : Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Con Ufficio Stampa: a Milano.
Il progetto si è sviluppato negli ultimi cinque anni, finalizzando i propri interventi all’obiettivo di ‘informare chi informa’ e permettere, così, una valorizzazione e una conoscenza delle iniziative delle Istituzioni Europee.
sabato 29 marzo 2025
Borghi d'Europa e il 25°anno dalla nascita della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica) - Il collegamento con la STRATEGIA EUSAIR
Borghi d'Europa e il progetto L'Europa delle scienze e della cultura
L' Associazione Culturale Borghi d'Europa ha promosso il progetto L'Europa delle scienze e della cultura, patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), per realizzare un percorso informativo sui temi della sostenibilità.
I Paesi inclusi nel progetto sono: Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Grecia, Serbia e San Marino.
Le Regioni italiane : Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Marche, Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Con Ufficio Stampa: a Milano.
Il progetto si è sviluppato negli ultimi cinque anni, finalizzando i propri interventi all'obiettivo di 'informare chi informa' e permettere, così, una valorizzazione e una conoscenza delle iniziative delle Istituzioni Europee.
giovedì 23 gennaio 2025
Eurovinum - L'Azienda agricola Valerio Marinig nella rete europea - Lo schioppettino e Luigi Veronelli
"Prepotto è un comune friulano in provincia di Udine di neppure 1.000 abitanti, che gode di un clima mitigato grazie alla cerchia delle Prealpi Giulie che lo riparano dai venti freddi di settentrione, ed alla vicinanza della pianura e del mare Adriatico, distante non più di 40 chilometri.
E' un vero e proprio punto di equilibrio climatico, a cavallo tra il mare e la MittelEuropa, in cui il susseguirsi di giornate calde e notti fresche garantisce quelle escursioni termiche che così bene fanno alle viti.
Da sempre i vigneti che si estendono nelle colline di Prepotto danno origine a vini di grande qualità, non solo vini bianchi ma anche rossi.
Proprio così: rossi. Il Friuli Venezia Giulia è sicuramente noto nel mondo per la sua grande produzione di vini bianchi, ma non sono da sottovalutare i vini rossi, spesso da vitigni autoctoni.
Uno di questi è lo Schioppettino, chiamato anche Ribolla Nera, forse il più noto vitigno autoctono friulano a bacca nera insieme al Refosco dal Peduncolo Rosso.
Sull'origine del nome del vitigno due sono le teorie principali: Schioppettino come riferimento alla croccantezza dei suoi acini, oppure al fatto che il vino giovane, se imbottigliato, possa diventare naturalmente frizzante, causando un processo di fermentazione malolattica in grado di stappare la bottiglia.
Le prime testimonianze storiche di questo vino risalgono a documenti datati 1282, ritrovati nell'Archivio del Castello di Albana, situato nel territorio di Prepotto.
Nonostante una storia millenaria, all'inizio degli anni '70 il vitigno era pressocchè estinto, a causa delle malattie, Oidio prima e Fillossera poi (fine '800-inizio '900), della scelta di molti viticoltori di sostituire i vitigni autoctoni con vitigni internazionali, del fatto obiettivo che a distanza di pochi chilometri da Prepotto e dalle sue zone cru per eccellenza, Cialla ed Albana, le uve ottenute non dessero gli stessi eccellenti risultati in termini di vino prodotto, ed infine per problemi di ordine burocratico: lo Schioppettino non figurava neppure nell'elenco delle varietà di cui era consentita la coltivazione.
E qui avviene il miracolo: Paolo e Dina Rapuzzi partono con la loro cantina, Ronchi di Cialla, e grazie anche all'aiuto di Bernardo Bruno, allora sindaco di Prepotto, riescono a trovare le viti superstiti sul territorio comunale e a realizzare un primo impianto di 3.500 ceppi che ha segnato l'inizio della rinascita dello Schioppettino.
Come riconoscimento di tanto lavoro e lungimiranza, ai coniugi Rapuzzi nel 1976 viene assegnato il premio Risit d'Aur (Barbatelle d'Oro), prima edizione, delle Distillerie Nonino per "... aver dato razionale impulso alla coltivazione, nel suo habitat più vocato in Cialla di Prepotto, dell'antico prestigioso vitigno autoctono Schioppettino, di cui assurde leggi ne hanno decretato l'estinzione…". In giuria anche Luigi Veronelli.
Quarant'anni dopo lo Schioppettino è un grande vino rosso, venduto in tutto il mondo, pluripremiato, con un'associazione di produttori che lo tutela e lo promuove! "
https://st.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-07-26/schioppettino-vitigno-estintoad-grande-103351.shtml?uuid=AbvEFeHI&refresh_ce=1
Borghi d'Europa ha inserito nella rete internazionale l'azienda agricola Marinig, seguendola nel corso degli anni, con attenzione e partecipazione.
Nel mentre si rinnova la collaborazione informativa, che prevede in febbraio un incontro a Bologna, a Slowine, i giornalisti de 'Il Cammino delle identità', hanno degustato lo schioppettino di casa Marinig.
"Di un intenso color rosso violaceo- commenta Renzo Lupatin, giornalista-, il profumo ricorda la marasca, i frutti di bosco, il pepe nero. Il gusto corrispondente al naso e, se invecchiato, acquista sfumature balsamiche, speziate e complesse, che rimandano al muschio. È adatto ad accompagnare i secondi piatti a base di carne, la selvaggina e i formaggi stagionati ".
Borghi d'Europa lo proporrà nel corso degli incontri di VERONELLIANA,il percorso che Borghi d'Europa dedica a Luigi Veronelli, con 10 tappe inserite nel progetto di collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.
"Sono diversi anni – racconta Bruno Sganga, giornalista, già coordinatore delle iniziative editoriali del Maestro-,che Luigi Veronelli (Gino per chi aveva vera amicizia e confidenza con lui) ci ha lasciati ed una volta per tutte sia chiaro che siamo tutti debitori a Veronelli. Lo sono i consumatori a cui ha saputo raccontare “camminando la Terra” in modo esemplare ed unico, come i vari protagonisti del settore agroalimentare ed enogastronomico, verso questa figura leggendaria ed autentico uomo di cultura. Lo siamo tutti all’enogastronomo antesignano e moderno insieme, al giornalista polemico, al fine scrittore, all’editore coraggioso, al conduttore televisivo precursore del settore, oltre che al filosofo ed anarchico sui generis.
Ho vissuto quasi quindici anni a fianco dell’uomo Veronelli nel pieno degli anni più entusiasmanti: dalla sua “L’Etichetta” e le millanta sue Guide, in un ruolo che mi consentiva, soprattutto per amicizia e fiducia, tra marketing e redazione, viaggiando ovunque con lui, d’intervenire e conoscere ogni minimo particolare della sua vita professionale ed anche umana. Sorrido quando negli ultimi tempi leggo od ascolto di gente che lo cita, mette immagini con lui o sbandiera lettere, per evidenziare che “conosceva” Veronelli.., pur di poterlo citare e vantarsene. Ma Gino era cordiale ed aperto con tutti, come dimostrava nella sua “Corrispondenza pubblica e violata” a cui dedicava ore ed ore, pur quando lontano dalla sua dimora bergamasca. "
giovedì 20 giugno 2024
Borghi d'Europa e la rete del BUON EVENTO (giugno 2024-dicembre 2025) a Torviscosa - Il Patrocinio della IAI (Iniziativa Adriatico Ionica)
Con la scelta degli 80 Borghi per il progetto 'Borghi d'Europa e la collaborazione informativa con il Parlamento Europeo', prende forma l'iniziativa di rete che caratterizzerà la storia e le storie del prossimo quinquennio.
Nel lontano 1991 l'Associazione l'Altratavola (che oggi è parte integrante di Borghi d'Europa), aveva coniato, sotto il Patrocinio della rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli, una rete di luoghi del desiderio, di indirizzi di gola, denominata 'la rete del Buon Evento'.
Si è deciso di riattivare la rete, sviluppando fino a dicembre del 2025 temi culturali e percorsi del gusto che portano ad incrociare le storie e le esperienze degli 80 Borghi selezionati.
Per quanto riguarda i Percorsi del Gusto, verranno sviluppati all'interno dello storico progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI -Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica).
I Borghi della Storia, Città e Borghi di Fondazione : Torviscosa
Uno dei temi al centro del Percorso I Borghi della Storia riguarda le Città e i Borghi di Fondazione.Torviscosa è stata inserita nella rete e verrà 'letta' secondo le diverse chiavi di lettura dei Percorsi Internazionali di Borghi d'Europa.
Una lettura che valorizzerà gli aspetti urbanistici ed architettonici, ma che saprà soffermarsi anche sulla storia antica (la Via Annia), sui Percorsi della Fede ( la Chiesa dell'Immacolata Concezione, che si trova all'interno del cimitero di Malisana, con affreschi del XIV secolo), sui Percorsi del Gusto, nel ricordo del grande giornalista ed enogastronomo Luigi Veronelli.
La Civica Amministrazione di Torviscosa ha concesso il Patrocinio al Progetto con deliberazione della Giunta comunale guidata dal Sindaco Enrico Monticolo, in data 15 giugno 2024.
Il borgo di fondazione dell'Emilia Romagna con cui Torviscoa verrà interfacciata è Tresigallo.
I Percorsi del Gusto
Borghi d'Europa valorizza soprattutto le piccole produzioni locali, seguendo un filo che
da oltre quindici anni, unisce le Terre e le Comunità europee.
Giusto in Piazza a Torviscosa, fermatevi pure al Bar ai Portici, da Sina.
Una simpatia prorompente, un entusiasmo per il proprio Paese e per la propria professione
che hanno il sapore del buono.
Il locale è decisamente vintage ( forse, una allusione scherzosa agli avventori....) e ha l'aspetto
dei bei tempi andati.
Colazioni, buona scelta di vini (reincontriamo, con grande piacere, i vini dell'Azienda Agricola Bortolusso di Carlino), stuzzicheria, dei tavoli dove (finalmente !), non è bandita la comunicazione diretta e sincera.
sabato 11 maggio 2024
BORGHI D'EUROPA E LA COLLABORAZIONE INFORMATIVA CON IL PARLAMENTO EUROPEO – Aieta (Calabria) nella rete
In occasione delle elezioni europee di giugno 2024, Borghi d'Europa e Parlamento Europeo hanno deciso di riavviare il progetto di collaborazione informativa, per promuovere la partecipazione dei cittadini dei Borghi Europei all'evento elettorale e dare una solidità internazionale alla rinnovata scelta degli 80 Borghi per il prossimo quinquennio.
Borghi d'Europa ha scelto un numero cospicuo di borghi dalla rete BELC, Rete europea di consiglieri regionali e locali
Avvicinare l'Europa alle comunità locali
La rete europea di consiglieri regionali e locali è un'iniziativa a cura delle istituzioni dell'Unione europea e rivolta ai rappresentanti politici eletti con un mandato a livello regionale o locale in uno degli Stati membri dell'UE.
Chiunque, nella sua funzione di consigliere locale o regionale, sia interessato a saperne di più su ciò che l'UE può fare per la sua comunità locale, a entrare in contatto con i membri del Comitato europeo delle regioni (CdR), a condividere punti di vista e a fare rete con altri consiglieri di tutta Europa, è il benvenuto sulla rete di #EUCouncillors.
Il Comune di Aieta è stato inserito nel progetto europeo.
Antonella MANFREDI ( Responsabile Servizio Civile, Politiche Sociali, Istruzione e Cultura, Bandi Regionali in materie di Politiche Agricole) è la referente della rete BELC .
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